Vademecum sulla Sicurezza


Vademecum Obblighi per la conduzione in sicurezza dello Studio del MMG

Versione Febbraio 2024 [PDF]

Questo Vademecum, che riprende aggiornandola una precedente pubblicazione di FIMMG sul medesimo tema, ha lo scopo di offrire, in maniera sintetica, ad ogni iscritto una panoramica degli obblighi che ogni Titolare di Studio Medico deve osservare per rendere “sicuro” l’esercizio della sua attività professionale, relativamente agli ambiti di attività (non clinica) e alle possibili criticità collegate, evitando in questo modo di incorrere in sanzioni che possono essere anche di natura penale.

Nel dettaglio il Datore di lavoro nella sua attività di studio deve ottemperare agli obblighi che discendono dalle vigenti normative in ambito di:

  1. Sicurezza sui luoghi di lavoro (obblighi del Medico Datore di Lavoro e del Dipendente)
  2. Smaltimento dei Rifiuti Speciali
  3. Posta Certificata
  4. Obbligo utilizzo del POS
  5. Fatturazione elettronica

Sicurezza dei luoghi di lavoro

Le norme relative alla sicurezza dei luoghi di lavoro sono contenute nel Decreto Legislativo 81/2008 e negli Accordi Stato-Regioni 21/12/2011 e 07/07/2016. In particolare, la legge 81/08 definisce tra l’altro le misure di tutela e gli obblighi dei lavoratori e dei datori di lavoro, la modalità di effettuazione della valutazione dei rischi e le modalità di compilazione del relativo Documento di valutazione dei rischi, che è obbligatorio, le modalità operative del servizio di prevenzione e protezione, le indicazioni per la informazione, formazione, addestramento e sorveglianza sanitaria.

Obblighi per i medici datori di lavoro
I medici che hanno dipendenti (collaboratori e/o infermieri) devono ottemperare alle disposizioni della Legge 81/2008.
Il Medico datore di lavoro:

  1. Ha la responsabilità di compilare (o quantomeno di firmare e quindi se ne deve assumere la responsabilità) il documento di valutazione dei rischi.
  2. Deve obbligatoriamente nominare il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), che lo può aiutare nella redazione del Documento.
  3. Se dal documento di valutazione dei rischi si evince che il lavoratore è esposto a rischi dove è obbligatoria l’idoneità alla mansione il datore di lavoro è obbligato a nominare il Medico Competente ed inviare i lavoratori esposti al rischio alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nella Legge 81.
  4. Deve redigere il documento di Valutazione dello Stress Lavoro Correlato, parte integrante del documento di valutazione dei rischi, mentre i dipendenti devono seguire un corso di formazione relativo allo Stress lavoro-correlato.
  5. Deve designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio.
  6. Qualora i dipendenti siano più di uno deve individuare il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza.
  7. Deve adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento del proprio personale dipendente.

Obblighi per i dipendenti
Relativamente allo svolgimento delle loro mansioni all’interno degli ambienti dedicati a studio medico i dipendenti sono tenuti ad effettuare specifica formazione che quindi è obbligatoria ed il cui costo è a carico del loro datore di lavoro. Per gli aderenti al sistema della Bilateralità di Confprofessioni (Cadiprof, EBIPORO, Fondoprofessioni) i corsi sulla Sicurezza sono rimborsati purchè effettuati da Enti Attuatori accreditati al Sistema della Bilateralità e presenti nel’ apposito Catalogo Formativo. I dipendenti devono seguire i seguenti corsi di formazione conseguendo il relativo attestato:

  1. Corso base sulla Sicurezza (8 ore)
  2. Corso antincendio (8 ore per il medio rischio che molti studi presentano e per il solo personale incaricato)
  3. Corso di primo soccorso ai sensi della Legge 388/2003 (12 ore con prova pratica finale su manichino). E’ previsto un corso di aggiornamento di 4 ore ogni tre anni
  4. Corso per la Valutazione dello Stress lavoro Correlato ove presente (4 ore)
  5. Corso per il rischio da Videoterminale (4 ore)
  6. Corso di formazione BLS – D per acquisire le tecniche di primo soccorso e di uso del Defibrillatore (8 ore con prova pratica su manichino)
  7. Corso per la funzione di Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza di 32 ore con corso di aggiornamento di 8 ore ogni 5 anni

Obblighi formativi
Tutti questi corsi di formazione, sia quelli rivolti al medico datore di lavoro, sia quelli rivolti ai dipendenti, con acquisizione dei relativi attestati sono a disposizione degli iscritti nell’elenco dei Corsi a Catalogo che Nu.Sa. Servizi ha accreditato presso FondoProfessioni e presso l’Ente Bilaterale di Confprofessioni e sono consultabili sul sito di SM3puntozero.com.
I Corsi a catalogo sono corsi rimborsabili che vengono organizzati periodicamente in modalità remota (FAD) sincrona ed asincrona o per particolari situazioni anche in una specifica sede purchè i partecipanti raggiungano il numero minimo richiesto. Il costo del corso, regolarmente fatturato, può ottenere un rimborso (voucher formativo) fino al 100% del costo sostenuto, dall’Ente Bilaterale per i corsi relativi alla sicurezza e rivolti ai dipendenti ed ai medici datori di lavoro, purché il dipendente sia iscritto a FondoProfessioni e a Cadiprof e Ente Bilaterale.

Il documento di valutazione dei rischi
Relativamente alla valutazione dei rischi, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale n° 285 del 6 Dicembre 2012 di specifico comunicato del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, i titolari di studio medico che occupano fino a 10 lavoratori, ai quali fino al 2012 era stato concesso di autocertificare la valutazione dei rischi (art 29, comma 5, del D. Lvo 81/08) hanno la possibilità di elaborare il documento di valutazione dei rischi secondo un modello standardizzato. Tale documento in maniera semplificata ed automatizzata sarà a breve disponibile sulla piattaforma SM3puntozero.com. Tale documento predefinito in base alle caratteristiche medie degli studi dei medici di medicina generale potrà essere scaricato dai Datori di lavoro che hanno iscritto e fatto regolarmente frequentare i propri Collaboratori ai Corsi di Fondoprofessioni.

Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)
Nel primo riquadro del documento di valutazione dei rischi, relativo ai dati dello Studio/azienda andrà indicato il nominativo del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione. Il Responsabile deve avere precisi requisiti ed essere in possesso dell’ Attestato RSPP che si consegue a seguito di specifico corso di formazione. La normativa vigente prevede la frequenza di un corso di formazione pari a 48 ore che possono essere eseguite in FAD sincrona e asincrona necessarie a conseguire l’attestato RSPP. Inoltre tutti coloro che sono in possesso di attestato “valido” devono seguire un corso di aggiornamento di 14 ore ogni cinque anni.
Se il medico titolare dello studio o un medico della associazione decida di non conseguire l’attestato RSPP può avvalersi a titolo oneroso di professionista esterno dotato di attestato. [top]

Smaltimento dei rifiuti speciali

Le procedure di smaltimento dei rifiuti sanitari dello studio medico e la loro classificazione al fine della diversa modalità di smaltimento sono contenute nel DPR 15 luglio 2003 n. 254, pubblicato in G.U. n. 211 del 11 settembre 2003. I medici vengono presi in considerazione come ‘produttori iniziali’ di rifiuti, cioè come soggetti che nell’esercizio della loro attività producono rifiuti Il luogo di produzione dei rifiuti è considerato la struttura sanitaria di provenienza dei sanitari, anche se la prestazione viene eseguita al domicilio degli assistiti.

Ai fini degli obblighi di legge, dovrà essere distinto studio e ambulatorio medico inteso come struttura aziendale, al fine di categorizzare le procedure di smaltimento dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo, dei farmaci scaduti, l’opzione della sterilizzazione dei rifiuti a rischio infettivo in studio medico per assimilarli ai rifiuti urbani, e le norme sul tributo per i rifiuti urbani. La normativa è molto ampia, poiché categorizza nel dettaglio tutte le tipologie di rifiuti speciali, medici e non, ed in aggiunta ogni Regione può stabilire ulteriori norme valide a livello regionale e, per i rifiuti medici, degli accordi di smaltimento, sia con società esterne alle strutture sanitarie, sia con le stesse unità locali.

Dato per assunto che i medici di medicina generale sono tenuti alla osservanza di queste norme in sintesi le categorie di rifiuti speciali che interessano lo studio del medico di medicina generale e che sono da smaltire in modo idoneo, sono le seguenti:

  1. Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (identificato con codice 180103 C.E.R. – Codice Europeo dei Rifiuti): si intendono tutti quei rifiuti contaminati o venuti a contatto con sangue e altri liquidi biologici, come aghi, siringhe, bisturi, cannule, drenaggi, cateteri, materiale da medicazione ecc. Sono inoltre da considerare come rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo anche i tessuti, gli organi e le parti anatomiche non riconoscibili. Questi rifiuti vanno raccolti con precise modalità in contenitori appositi.
  2. Rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo: medicinali citotossici e citostatici dal settore sanitario o da attività di ricerca collegate, sostanze chimiche di scarto dal settore sanitario o da attività di ricerca collegate, pericolose o contenenti sostanze pericolose, rifiuti di amalgama prodotti da interventi odontoiatrici, soluzioni fissative ecc.
  3. Rifiuti sanitari non pericolosi: sacche per il plasma, vetro, farmaci e soluzioni purché privi di deflussore ed ago, materiali metallici non infetti, gessi ortopedici, farmaci scaduti.
  4. Rifiuti speciali pericolosi non sanitari, ma non assimilabili ai rifiuti urbani: toner, cartucce per stampanti laser, cartucce per stampanti a getto d’inchiostro, nastri per stampanti ad impatto esausti etc., rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche obsolete o RAEE (computer, stampanti, fotocopiatrici, centralini telefonici, monitor, video etc.).

Tutte le tipologie di rifiuti sopra indicate, sia sanitari, ma anche non sanitari come i toner, non sono assimilabili ai rifiuti urbani e pertanto non possono essere destinati alle comuni discariche, ma devono essere gestiti in modo separato tramite operatori espressamente autorizzati. Sono invece considerati rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani e pertanto possono essere destinati alle comuni discariche vetro, carta, cartone, plastica, metalli, lenzuola monouso, indumenti di protezione, ecc..

Relativamente ai rifiuti sanitari pericolosi, l’obbligo della tenuta dei registri e della comunicazione al Catasto riguarda i rifiuti prodotti da Enti che erogano prestazioni sanitarie o da attività sanitarie erogate da professionisti nell’ambito di un’organizzazione d’impresa, mentre invece sono esclusi dal predetto obbligo i rifiuti sanitari pericolosi prodotti nell’esercizio di professione intellettuale non inquadrata in un’organizzazione d’impresa, come nel caso dei singoli professionisti, come i medici di famiglia, anche se si avvalgono della collaborazione di ausiliari.
Riguardo ai rifiuti non pericolosi, gli articoli 11 e 12 del D.Lgs. n. 22/1997, limitano l’obbligo della tenuta dei registri di carico e scarico solo ai produttori di rifiuti da lavorazioni industriali e artigianali (enti o imprese), escludendo perciò i rifiuti non pericolosi provenienti da attività sanitaria. In alcune Regioni/ASL, partendo dalla considerazione che gli studi dei medici di famiglia sono a tutti gli effetti presidi del SSN/SSR, si è condiviso che quindi le Asl di riferimento dovrebbero farsi carico del servizio di smaltimento dei loro rifiuti sanitari ai sensi dell’art. 4 del DPR 254/2004 e sono stati stipulati accordi con la ASL che provvede alla raccolta e smaltimento di questi rifiuti. Anche in questi casi comunque i rifiuti vanno raccolti negli specifici contenitori e il conferimento dei rifiuti al Distretto/ASL deve avvenire in conformità alla normativa SISTRI (sistema di informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale). [top]

Posta certificata

L’obbligo per i medici di dotarsi di casella di posta certificata è sancito dall’ Art. 16 comma 7 del D.L. 185 del 28 Novembre 2009 che dice che i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata. Inoltre, con nota n. 6391 del 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che, ai fini dell’adempimento ini-pec sopra descritto, i professionisti iscritti agli Albi non potranno utilizzare l’indirizzo di posta elettronico gratuito il cui dominio è “@postacertificata.gov.it”, poiché indirizzi attribuiti alla sola categoria di cittadini ai quali è così permesso di poter comunicare esclusivamente con la p.a.

Nel tempo si sta affermando l’obbligo di comunicare esclusivamente per posta certificata con le Pubbliche amministrazioni e a breve tale obbligo sarà esteso anche ad altre tipologie di soggetti pubblici e privati. Sarà pertanto obbligatorio dotarsi di un indirizzo pec non solo per i professionisti medici e odontoiatri iscritti all’Ordine, ma altresì per coloro che pur iscritti all’Ordine non svolgono alcuna attività professionale, ovvero che sono dipendenti delle p.a. o di società, i quali debbono dotarsi di una casella di pec indipendentemente dal possesso di quella eventualmente fornita dal datore di lavoro. E’ quindi importante, pur non essendo sanzionata la non osservanza, che il medico di medicina generale si doti di casella di posta elettronica certificata. [top]

Obbligo del POS per i pagamenti

L’obbligo di POS per professionisti, esercenti, artigiani e commercianti è entrato in vigore lo scorso 30 giugno per effetto del DL 179/2012, in caso di pagamenti di importo superiore a 30 euro. Tuttavia attualmente non sono previste sanzioni per gli inadempienti, ma la situazione potrebbe cambiare nel breve termine. Infatti è stato presentato in Senato il 22 gennaio scorso il disegno di legge 1747 che prevederebbe sanzioni fino a 1.500 Euro per gli inadempienti. In attesa di conoscere il reale iter legislativo del disegno di legge, potrebbe essere opportuno che il medico di medicina generale provveda all’organizzazione di un POS, presso il proprio studio medico. [top]

Fatturazione elettronica

A partire dal 6 giugno 2014 i Ministeri, le Agenzie fiscali, gli Enti e le Casse di Previdenza potranno accettare e pagare ai propri fornitori soltanto le fatture inviate in formato elettronico. L’ obbligo di fatturazione elettronica non riguarda le prestazioni sanitarie per tutto il 2024 e slitta al 2025 (Dl 215 del 30 dicembre 2023, pubblicato nel numero 303 della Gazzetta ufficiale).

Tutte le altre amministrazioni pubbliche (Regioni, Comuni, Prefetture, ASL, ecc.) metteranno in atto tale normativa dal 31 marzo del 2015. Quindi l’obbligo è attualmente in atto per la fatturazione verso le amministrazioni centrali dello Stato, le agenzie fiscali e gli enti di previdenza, ma dal 31 Marzo 2015 riguarderà anche le altre amministrazioni, tra cui Ordini professionali, aziende sanitarie ed Enti locali.

Pertanto, da tali date le amministrazioni pubbliche interessate non potranno accettare le fatture emesse o trasmesse in forma cartacea né procedere al pagamento, neppure parziale, sino all’arrivo del documento in forma elettronica. L’invio della fattura andrà fatto con uno specifico formato (Xml con sottoscrizione digitale) tramite il Sistema di interscambio (SdI) istituito da Sogei sotto la vigilanza dell’Agenzia delle Entrate. Tutti i medici e i titolari di partita iva in generale, che intrattengono rapporti di lavoro con la P.A. dovranno, gestire il proprio ciclo di fatturazione esclusivamente in modalità elettronica, non solo nelle fasi di emissione e trasmissione, ma anche in quella di conservazione. In particolare questa normativa riguarda il medico di medicina generale per le fatture relative ad attività di consulenza, di docenza, di Animatore di Formazione o di Tutor, ecc. L’orientamento attuale è che i pagamenti della ASL relativi alla attività convenzionata non rientrino nell’ambito della fatturazione elettronica. Su questo specifico aspetto è comunque in corso un interpello alle Autorità competenti. In tal senso si segnala la presa di posizione della ASL di Parma che ha sollevato i MMG dall’obbligo di emissione della fattura elettronica per il pagamento dei corrispettivi mensili, in considerazione del fatto che lo statino assolve già a tutti gli obblighi previsti dall’art. 21 del DPR 633/72

In termini pratici, per medici non cambia nulla rispetto allo scorso anno. La prassi da seguire rimane l’emissione ai pazienti della fattura cartacea e il contestuale invio dei dati al sistema Tessera sanitaria.

Nel particolare, il comma 4 dell’articolo 3 del provvedimento interviene su quanto disposto dall’articolo 10 bis del decreto legge 119 del 2018, che aveva stabilito il divieto di emettere in formato elettronico quelle fatture contenenti i dati da inviare al Sistema tessera sanitaria. Un meccanismo di esonero temporaneo che era stato introdotto per il 2019, a tutela della privacy dei pazienti, e poi prorogato per gli anni successivi.

Rimangono però una serie di casi in cui il medico è tenuto a presentare le fatture in formato digitale. Sono quei casi in cui i professionisti con partita IVA prestano attività libero-professionale nei confronti di una pluralità di soggetti molto ampia ovvero nell’ambito consulenze, docenze, collaborazioni editoriali e molto altro.
A titolo esemplificativo, la fattura elettronica va emessa nei confronti di:

  • Cliniche e studi privati
  • Tribunale per consulenze e perizie
  • Compagnie assicurative
  • Ditte e aziende
  • Enti pubblici e privati, come ad esempio le Università
  • Società, come ad esempio le squadre sportive o le società editoriali
  • Altri professionisti [top]