Le parole chiave della salute digitale

Giovedì 21 l’ENPAM ha presentato la sua iniziativa Tech2doc, come abbiamo anticipato la settimana scorsa. Presentazione, è il caso di dirlo, in pompa magna: dopo i saluti del ministro Speranza, il presidente di ENPAM Alberto Oliveti, dialogando con la giornalista Manuela Moreno, ha introdotto i temi della giornata. Un ventaglio di questioni abbastanza complesse, che ha attraversato i due panel successivi.

Il primo era dedicato alle questioni del futuro della salute dal punto di vista dei professionisti. Con il coordinamento di Fiorenza Sarzanini del Corriere della sera, i primi a prendere la parola sono stati i presidenti di FNOMCeO e CAO, Filippo Anelli e Raffaele Iandolo. Sono poi intervenuti i consiglieri nazionali, in rappresentanza delle diverse aree professionali: Silvestro Scotti (medicina generale), Guido Quici (ospedalieri), Antonio Magi (ambulatoriale), Carlo Ghirlanda (odontoiatria) e Paolo Biasci (pediatria). 

Il digitale per la professione

Qui si è chiarita l’impostazione di fondo del progetto e, più in generale, la sua chiave strategica. La digitalizzazione della medicina è già un fatto reale ed è riconosciuta come un’opportunità per tutti. Proprio per questo, deve essere gestita a partire dalla realtà della professione medica. Qui sta la sfida del progetto Tech2doc: intervenire nel dibattito da protagonisti, fornendo ai medici l’informazione e la formazione per gestire la transizione digitale.

Una chiave interpretativa ben sintetizzata da Silvestro Scotti, che ha indicato come il primo effetto della salute digitale è quello di rompere i silos. I device per la diagnosi di primo livello, il digitale a domicilio, la condivisione dei dati in modo sicuro e interoperabile non solo sono un’opportunità per la medicina generale. Sono anche strumenti per integrare i diversi livelli di assistenza, facendo dialogare ospedale e territorio in maniera finalmente integrata e proficua.

Significativo, allora, che l’intervento di Guido Quici sia stato quasi una prosecuzione di quello di Scotti. Se la tecnologia è già ampiamente presente nell’ospedale, quello che manca sono infatti le capacità di farla dialogare. Qui una reale attuazione del fascicolo sanitario elettronico, nel segno della condivisione e dell’interoperabilità, è il vero fulcro della nuova sanità.

Le parole chiave

il secondo panel, coordinato da Federico Luperi di Adnkronos, ha riunito alcuni dei più brillanti esperti italiani di salute digitale. Non è possibile riassumere in queste poche righe la ricchezza di un dibattito che ha toccato davvero tutti i temi della nuova frontiera tecnologica. Possiamo però riprendere le sei parole chiave che hanno sottolineato quello di cui abbiamo davvero bisogno per entrare nel futuro già iniziato. Integrazione, partecipazione, formazione, fiducia, responsabilità, progettazione: queste le coordinate su cui orientarsi.

Qui si gioca il senso del progetto Tech2doc di ENPAM, presentato all’inizio della giornata da Luca Cinquepalmi, direttore Futuro e innovazione dell’ente previdenziale. Il fulcro del progetto è un portale web, nel quale i medici iscritti possono trovare tutto ciò che serve per orientarsi.

E proprio l’orientamento è un problema fondamentale, vista la quantità di nuove app che vengono offerte quotidianamente, oltre a un diluvio di informazioni non sempre attendibili. Il binomio di formazione e informazione, offerto attraverso il sito, è strategico. Da un lato, perché aiuta il medico a capire quello che sta succedendo, dotandolo degli strumenti per gestire e non subire l’innovazione. Dall’altro, perché questa comprensione serve a scegliere le tecnologie da usare e il modo in cui usarle.

Qui si gioca la partita vera: la sanità deve trasformarsi, cogliendo l’occasione fornita dalla pandemia. Per farlo davvero, deve saper valorizzare i suoi veri protagonisti: medici e cittadini. L’ENPAM, con Tech2doc, ha fatto un passo importante, sta a tutti noi imboccare questa strada.