Benvenuta Tech2doc!

Abbiamo più volte sottolineato come l’Italia rischi di restare indietro nella digitalizzazione della sanità, cercando pratiche virtuose cui fare riferimento, persino in Australia. Non può che farci piacere, allora, la nascita di Tech2Doc, iniziativa per la salute digitale firmata ENPAM.

Il progetto parte con grandi ambizioni. Si candida, infatti al ruolo di “sistema per fornire […] informazioni sulla digitalizzazione in sanità e formazione utile ad aumentare, conoscenze, competenze e capacità relazionali”. Su questo doppio binario di formazione e informazione corrono quattro aree di attività:

  • Digital Health Video: Percorsi  di  formazione  su innovazione e nuove tecnologie nel campo della salute;
  • News & Trend: notizie sulla salute digitale da fonti autorevoli e accreditate;
  • App & Wearable: supporto pratico  per individuare gli strumenti di salute digitale e usarli nella pratica clinica;
  • Eventi e corsi ECM: formazione immersiva, per provare le nuove tecnologie. In alcuni casi è previsto il riconoscimento di crediti formativi.

Come si vede, l’approccio dell’ente previdenziale è molto pragmatico. La salute digitale, per ENPAM, è già una realtà concreta ed è dovere e interesse dei medici saperla padroneggiare. Per questo è estremamente utile che vi sia un riferimento sicuro, autorevole e unitario che metta al centro la frontiera tecnologica, per tutte le professioni mediche.

Futuro e formazione

Questa è la ragione, pensiamo, per cui proprio ENPAM ha deciso di lanciare il progetto. A tutta prima, infatti, può sembrare stravagante che proprio una struttura previdenziale si occupi di formazione. Ma, considerando la questione più in profondità, ci sono almeno due ragioni per cui questa scelta appare naturale.

La prima è che la previdenza, per sua natura, guarda al futuro. Lo fa, ovviamente, sul piano individuale, visto che i professionisti in attività devono pensare a quando smetteranno di lavorare. Ma lo fa anche su quello della professione in generale, dato che la previdenza è un patto di solidarietà tra generazioni di professionisti, che devono lavorare al meglio. Pertanto, la formazione è, proprio come la previdenza, un investimento del futuro.

La seconda, strettamente legata alla prima, è che oggi la professione medica è a un bivio. Lo vediamo nel caso della medicina generale, che si trova di nuovo a dover difendere la sua specificità di libera professione. Più in generale, la sfida della digitalizzazione riguarda tutti gli aspetti del lavoro del medico e anche il suo status professionale. 

Professione e innovazione

L’innovazione tecnologica, disponibile per tutti su una scala inaudita, può essere l’opportunità di una nuova alleanza con i pazienti, che valorizzi la figura del medico. Ma potrebbe anche diventare uno strumento di banalizzazione dell’atto sanitario e persino di irreggimentazione, con pratiche e soluzioni imposte dall’alto. Oppure, come abbiamo visto nel famoso caso dei fondi per la telemedicina, trasformarsi nell’ennesimo caso di fondi parcheggiati nelle Regioni.

Per questo è utile, anzi necessario, che i medici si facciano protagonisti e valutino di persona le soluzioni davvero utili alla professione. Perché è necessario partire dal lavoro concreto per farsi promotori dell’innovazione, se non si vuole limitarsi a subirla.Per partecipare all’evento di lancio del progetto di salute digitale dell’ENPAM, basta registrarsi qui.